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LE LOCALITA'


La Savina segna il vero e proprio ingresso a Formentera. Si tratta di un piccolo porto che si è evoluto seguendo lo sviluppo delle attività sull’isola, non è infatti un caso che l’intensificarsi del traffico portuario abbia portato con sé una massiccia, se pur discreta, corsa alla costruzione di stabilimenti turistici e ristoranti a complemento dei piccoli esercizi locali esistenti. Nel porto convivono, creando un piacevole contrasto visivo, le barche dei pescatori locali e le navi moderne che accompagnano i turisti sull’isola. La Savina, però, non è solo città, sono infatti sufficienti pochi passi per raggiungere la splendida baia di S’Estany des Peix, il Calò de s’Oli e la Punta de sa Pedrera dove è possibile visitare i resti di una cava romana o contemplare l’orizzonte sul quale si disegna il profilo degli isolotti di Es Vedrà. La sera invece diventa il posto ideale per ammirare uno splendido tramonto.

Es Pujols è il principale centro di villeggiatura di Formentera. Bastano pochi passi per giungere alle splendide spiagge che, al sorger del sole, si trasformano in veri e propri templi dell’abbronzatura e degli sport estivi. Spostandosi poi di pochi metri ecco che compaiono i primi negozi e ristoranti che offrono una vasta gamma di servizi e specialità culinarie, tipiche e internazionali. Ma è al calar del sole che Es Pujols rivela il suo lato più vivace. Le terrazze dei bar si riempiono di luci e di gente intenzionata a trascorrere la notte tra bancarelle di souvenirs e buona musica. I simboli di Es Pujols che riportano alla tradizione dei luoghi sono la Torre de Punta Prima (una torre di guardia seicentesca) e le scogliere di Es Quintalar, da questi punti è possibile ammirare panorami mozzafiato. Es Pujols è senza dubbio la meta preferita dei turisti più modaioli ma anche di coloro che pur soggiornando in località più dedite alla natura, la sera si recano qui in cerca di divertimenti.

Sant Francesc è la capitale ufficiale dell’isola pur essendo in pratica organizzata come un piccolo comune, l’unico ufficiale di Formentera, nel quale si concentrano tutti gli edifici amministrativi. Il fatto che in passato fosse necessario recarsi a Sant Francesc Xavier per le questioni importanti, e persino per acquistare i beni di prima necessità, le ha da sempre conferito una certa autorità. E’ in questa località che si trovano le costruzioni più singolari e tradizionali di tutta l’isola: la chiesa fortificata, risalente al XVIII secolo, progettata in modo da poter assolvere a due importanti funzioni, religiosa e difensiva (era persino provvista di cannoni posizionati sul tetto). E’ nella piazza antistante la chiesa, che con la sua imponente e bianchissima facciata fa da sfondo ideale, che si celebrano le principali feste popolari fatte di canti e danze. Anche i caffè di antica tradizione sono un’istituzione a Sant Francesc perché è da sempre usanza frequentarli per aggiornarsi sulle ultime o per esser certi di incontrare amici e conoscenti. Impossibile visitare la città senza sentir parlare del Museo Etnologico che raccoglie una vasta serie di utensili e attrezzi che ci raccontano il passato, seppur relativamente recente, di Formentera.

Sant Ferran è uno dei più caratteristici centri abitati di Formentera. Il mulino e la piccola chiesa in pietra risalente a circa due secoli fa sono la prova delle antiche origini della cittadina che prende il nome dal re Fernando il Cattolico. Dietro la costruzione di Sant Ferran de ses Roques ci sarebbe la volontà di dare una struttura ufficiale a quello che era l'insediamento dei lavoratori delle saline e, al contempo, un punto di riferimento per la popolazione disseminata nelle campagne. I simboli di San Ferran sono, oltre alla chiesa, tutt'ora consacrata, la Fonda Pepe un locale in attività dall'inizio degli anni '60 la cui fama va ben oltre le sue mura, è infatti stato un must per ogni appartenente al movimento hippy e la rinomatissima liuteria artigiana che vanta tra ha visto tra i suoi clienti musicisti come i Pink Floyd e i King Crimson. E' sufficiente allontanarsi di qualche via dal centro del paese per trovarsi in aperta campagna o ancora in direzione della Cova d'en Jeroni, una grotta formatasi probabilmente tre milioni di anni fa, famosa per essere sempre fresca, anche in piena estate. Al suo interno la gran quantità di stalattiti e stalagmiti formano paesaggi davvero straordinari. Partendo da San Ferran è anche possibile giungere a Cala en Baster un litorale davvero singolare composto da superfici calcaree profondamente erose dal sale e dal vento.

Es Calò è uno dei più piccoli centri abitati dell'isola che è passato dall'esser frequentato esclusivamente dai pescatori locali all'essere la prima meta turistica conosciuta dell'isola. E' infatti a partire dagli inizi degli anni Cinquanta che Es Calò assiste alla costruzione di residence, pensioni e villini, il tutto, come sempre avviene a Formentera, senza compromettere e deturparne l'aspetto originario. A farla da padrona sono ancora le barche dei pescatori riparate sotto a rustiche tettorie in legno, le reti da pesca, i pesci messi a essiccare al sole, l'odorosa pineta e i cangianti colori di uno dei mari più belli dell'isola. La ricchezza botanica e zoologica di questi fondali non ha decisamente eguali. Un'altra importante caratteristica di Es Calò (conosciuto anche con il nome di Calò di Sant Agustì) è quella di essere l'unico porto orientale, sorto molto prima di quello di La Savina.

El Pilar de La Mola è l'unico paese sorto su La Mola, una vera a propria montagnola la cui superficie è per lo più pianeggiante. E' nato come punto di incontro di tutti gli abitanti disseminate sul territorio e per anni è stato il punto di riferimento per i servizi e gli scambi. Oggi, ma soprattutto dall'avvento dei mezzi a motore, La Mola non può più considerarsi un luogo estraneo e lontano, ciò nonostante la maggior parte degli abitanti ha deciso di rimanervi e di portare avanti le antiche tradizioni di una località tanto vicina quanto diversa dalle altre. Il difficile accesso al mare ne ha fatto un'area rurale dedita prevalentemente all'agricoltura e all'allevamento, l'avvento degli hippy ha poi introdotto e sviluppato attività artistiche e artigiane alle quali si è affiancata la precisa volontà di conservare l'ambiente naturale e le caratteristiche strutturali dell'architettura originale. Visitare El Pilar significa entrare in un'atmosfera tutta particolare fatta di gente che ancor'oggi concentra le proprie attività intorno alla candida chiesa della parrocchia di Nostra Signora del Pilar, di paesaggi rurali scanditi da muretti a secco e capre al pascolo, di contadini che preparano formaggi, vino, insaccati e fichi secchi, di artisti che dipingono quadri da esporre ai mercatini serali, di musicisti - più o meno improvvisati - che non perdono occasione per allietare le vie del paese con buona musica dal vivo.